Siamo le storie che raccontiamo a noi stessi
Quindi scegliamo quelle giuste.
Viktor Frankl, psichiatra, neurologo, filosofo austriaco, sopravvissuto ai campi di concentramento in cui fu deportato, scriveva: “A un uomo si può togliere tutto, tranne una cosa: l’ultima delle libertà umane – la possibilità di scegliere il proprio atteggiamento in ogni circostanza – di scegliere il proprio modo.”
Ma come si sceglie il proprio atteggiamento? Molti credono che sia innato e quasi immodificabile, ma non è così. Non è nemmeno vero che cambiarlo sia immediato e facile, ma ci si può lavorare. Un modo per farlo è cambiare il nostro dialogo interiore, cioè lo storytelling che facciamo a noi stessi aggiungendo significato agli accadimenti della vita.
Prendiamo per esempio il cambiamento, immaginiamo un cambiamento professionale imposto e non desiderato, per esempio essere stato cambiato di ruolo, dover adottare processi e/o strumenti completamente nuovi per svolgere il proprio lavoro. Alcune reazioni, comprensibili ma non funzionali, perché portano ad essere rinunciatari, svuotano di ogni energia, rendono negativi sono di dire a se stessi:
- La cosa che mi sta capitando è terribile e ingiusta
- Non posso fare niente per migliorare la situazione in cui mi trovo. Sono impotente.
- Si stava meglio prima
- Mi devo difendere
Un esempio di dialogo interiore positivo, di fronte allo stesso evento, trasforma così le frasi:
- La cosa che mi sta capitando è una sfida
- Riuscirò ad essere all’altezza della sfida. Si può sempre fare qualcosa per migliorare la situazione in cui ci si trova, c’è sempre qualcosa su cui si ha controllo.
- Prima era diverso, mi devo abituare alla nuova posizione/ai nuovi processi/ai nuovi strumenti e capire come trarne il massimo valore, poi potrò dire se è peggio, ora è troppo presto per giudicare. Se lo faccio vedrò solo aspetti negativi e mi sfuggiranno le opportunità che si presentano
- Non devo permettere che calpestino i miei diritti, ma conviene affrontare la situazione con spirito aperto e curioso, non difensivo.
Il nostro dialogo interiore è un elemento chiave nel determinare come affrontiamo i nuovi inizi. Conviene non lasciarlo fluire liberamente, ma indirizzarlo.
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